Poa news, date concerti, biografia, links

Poa - Scopri. Puoi trovare, in questa pagina, tutte le notizie sulla band molisana. La biografia, le news, le date dei concerti, la rassegna stampa, le recensioni.
 
Le news
14/10/2005 Pubblicata un`intervista sul mensile “Il bene comune”
IN VIAGGIO CON I POA
(vincitori della XIV edizione di Bonefro Rock)


Un anno particolarmente intenso e fortunato quello appena trascorso: prima la partecipazione ad Arezzo Wave come rappresentanti del Molise, poi la vittoria di Bonefro Rock. Come vivete questo fermento?
È stato ed è un periodo pieno di impegni e proficuo sotto molti punti di vista. Abbiamo finalmente portato a termine il lavoro che ci ha visti impegnati nella registrazione del nostro secondo demo autoprodotto, “Viaggio”, progetto nel quale abbiamo creduto fortemente e a cui abbiamo dedicato gran parte delle nostre energie. Il passo successivo è stato (ed è tuttora) quello di presentarlo al pubblico e anche per questo abbiamo scelto di esibirci in contesti di rilievo a livello nazionale e regionale. “Arezzo Wave Love Festival” è la vetrina più importante per la musica indipendente in Italia ed essere presenti su quel palco è stato non solo motivo di orgoglio, ma anche un primo concreto riconoscimento della validità del nostro progetto musicale. Stesso discorso per la scelta di partecipare all`ultima edizione di Bonefro Rock, manifestazione di riferimento, su scala regionale, per le bands emergenti come noi.

La manifestazione ospitata e promossa dal Comune di Bonefro è stata particolarmente importante in passato per voi, perché proprio grazie alla partecipazione alla sua prima edizione, vi siete conosciuti e di lì a poco sono nati i POA; vincere a distanza di tanto tempo è stato un po` come “chiudere il cerchio”?
La nostra formazione nasce dall`unione di componenti di due gruppi preesistenti che parteciparono alle prime edizioni di Bonefro Rock. Lo spirito era diverso perché diversa era l`età (parliamo di più di dieci anni fa), ma fu occasione importante per conoscerci e per scoprire alcune affinità che nel giro di qualche anno ci avrebbero spinti ad unirci per cercare di avviare un discorso comune. In fondo, perché chiudere il cerchio? Meglio lasciarlo aperto…

Ci raccontate sinteticamente il percorso che avete fatto da allora?
Tutto molto semplice. Come tutti abbiamo iniziato come cover band, emuli più o meno riusciti di quelli che erano i nostri idoli in campo musicale, per poi spingerci verso un discorso più personale fatto di canzoni scritte da noi, che meglio rappresentassero la nostra identità di gruppo, le nostre idee, il nostro essere musicisti. Tutto questo ha portato alla preparazione del demo “Illusione ottica”, primo, ingenuo ma sincero approccio alla scrittura, agli arrangiamenti e all`autoproduzione. Nel frattempo abbiamo maturato una discreta esperienza come live band in giro per locali, opportunità che ci ha permesso di proporre anche i nostri pezzi per saggiare quale fosse la risposta del pubblico.

Un paio di anni fa abbiamo deciso di iniziare ad incidere “Viaggio”, cd espressione della acquisita consapevolezza di quello che era ed è l`indirizzo artistico della nostra musica: un approccio semplice e diretto, nei suoni, negli arrangiamenti e nei testi, qualcosa che arrivi dritto all`orecchio e al cuore di chi ascolta con la speranza che l`ascolto lasci qualcosa, nel bene o nel male.


Vivete la vostra “molisanità” come un punto di forza o una penalità?
Non crediamo che il vivere in provincia possa necessariamente costituire un limite per chi fa musica; al giorno d`oggi non sono le montagne ad isolarti dal mondo. D`altro canto noi molisani possiamo ancora permetterci di mantenere un approccio alla vita libero da quelle sovrastrutture e quelle omologazioni che nei grossi centri, come anche nelle loro periferie, sono rischi reali e condizionanti che possono incidere su qualsiasi produzione artistica.

Il confronto con gruppi provenienti da tutt`Italia su un palco importante come quello di Arezzo, vi ha insegnato qualcosa in più sulla vostra musica?
Il confronto era la cosa che più ci stimolava. Al ritorno è stata inevitabile un`analisi su quanto visto e sentito ad Arezzo e su come ci potessimo rapportare a tutto ciò. Assumendo che Arezzo Wave sia rappresentativo del movimento indipendente italiano, in generale possiamo affermare che la scena rock molisana non ha nulla da invidiare a quelle di altre regioni sia per i progetti proposti che per la qualità dei musicisti.

Quali musicisti sono stati importanti “culturalmente” per voi?
La nostra formazione affonda le proprie radici nella musica americana e anglosassone degli anni sessanta e settanta, come pure è innegabile l`influenza del movimento di Seattle. Salvo poche importantissime eccezioni, il panorama rock italiano non è stato ed è così ricco da permettere un influsso determinante se non per la ricerca melodica e per alcune scelte armoniche. Poco o nulla sentiamo di condividere di quello che viene proposto attualmente dai gruppi italiani più in voga, finti alternativi e sopra le righe per scelta aziendale da una parte, “poppettari” (con tutto il rispetto per il grande pop italiano, genere dalla grandissima tradizione) sotto mentite spoglie dall`altra. Non è snobismo (che sarebbe fuori luogo) ma solo un`amarissima constatazione. È il mercato che impone questo? È il rock che non fa parte della cultura musicale italiana? Non lo sappiamo. Una cosa sia chiara: noi non crediamo di fare di meglio, ma facciamo altro, come parecchi sconosciuti sperduti chissà dove e che (forse) nessuno mai ascolterà suonare.

Come nascono i vostri pezzi e cosa si vogliono trasmettere a chi li ascolta?
Quando ci troviamo in sala prove qualcuno di noi porta con sé qualche idea buttata giù il giorno prima oppure lasciamo che le cose vengano fuori durante un`improvvisazione. La fase successiva è quella degli arrangiamenti e dei testi. Trasmettere sensazioni è il primo obiettivo per un musicista ed un artista in genere. Fatto questo tutto il resto è secondario.

Quale credete sia oggi il ruolo della musica nella società contemporanea?
Quello di sempre: “fonte di distrazione”.

Quali sono i vostri progetti?
Abbiamo in cantiere nuove registrazioni, in questo periodo non abbiamo smesso di scrivere e qualcosa di interessante è venuto fuori. Nel frattempo bussiamo alle porte di chi potrebbe essere interessato al nostro lavoro e magari produrlo. Non è venuta meno la voglia di esibirsi dal vivo e stiamo prendendo contatti con locali interessanti fuori regione tramite persone conosciute quest`estate. Per conoscere qualsiasi novità inerente il nostro lavoro e la nostra attività dal vivo è sufficiente visitare il nostro sito (www.poarock.it) che abbiamo scoperto essere frequentatissimo.

Intervista a cura di Daniela Ricci
link: www.ilbenecomune.it
<-- tutte le altre notizie
Biografia
Notizie...
Concerti
Recensioni
Newsletter
Link
www.myspace.com/poarock